Toxoplasmosi felina e gravidanza

TOXOPLASMOSI FELINA E GRAVIDANZA:

MITI DA SFATARE E COME PREVENIRLA

Quante volte vi è capitato di sentire persone che vi mettevano in guardia dai gatti durante la gravidanza? Quante volte vi è capitato di sentire donne che, durante la gravidanza, hanno dato via il proprio micio di casa? Vi siete mai chieste se ciò è un comportamento corretto, o una semplice e irrazionale paura?

Con questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul rapporto tra la toxoplasmosi felina e la gravidanza, perché una corretta informazione è lo strumento più efficace per prevenire qualsiasi problema.

COS’È LA TOXOPLASMOSI?

La toxoplasmosi è una malattia infettiva, asintomatica nell’uomo, che se contratta durante la gravidanza e trasmessa al feto, può causare aborto o malformazioni anche molto gravi.

 

Questa patologia, su base protozoaria, viene trasmessa da un microrganismo chiamato Toxoplasma Gondii, protozoo parassita che infesta i vertebrati a sangue caldo, annidandosi nei muscoli e nel tessuto dell’organismo.

 

I nostri amici gatti sono gli unici mammiferi conosciuti in cui il ciclo vitale del protozoo arriva a termine: è infatti nel loro intestino che il parassita si riproduce ed è tramite le feci che i nostri gatti possono eliminarlo nell’ambiente (per un periodo di 7-21 giorni massimo); una volta eliminate le oocisti nell’ambiente, queste, a contatto con l’ossigeno, in 5 giorni si trasformano in spore e diventano resistenti nell’ambiente per moltissimo tempo, venendo così ingerite dai vertebrati terresti.

 

In realtà, prendere la toxoplasmosi da un gatto casalingo è un’eventualità molto improbabile: per potersi essere infettato, il felino dovrebbe aver mangiato carne cruda (uccelli o piccoli roditori, ad esempio) che a sua volta contenesse il parassita.

 

Anche in questo caso, comunque, il micio portatore espellerebbe le cisti del protozoo solo per un paio settimane nell’arco dell’intera vita ed esclusivamente attraverso le feci.

 

Perché le cisti si attivino, divenendo realmente pericolose, è inoltre necessario che rimangano esposte all’aria per almeno 24 ore, per poi finire a contatto diretto con la bocca o con le mucose della mamma in attesa.

 

In altri termini, perché una donna incinta contragga la toxoplasmosi dal gatto di casa, è necessario non solo che l’animale sia portatore, ma che si trovi nel periodo di emissione delle cisti, che le sue feci siano state depositate da almeno 24 ore, che la gestante le tocchi con le mani e che si porti successivamente le mani sporche alla bocca, oppure a contatto con gli occhi.  

COME PREVENIRLA?

Sono sufficienti le più elementari norme igieniche per ridurre praticamente a zero il rischio di contagio.

 

Ecco cosa fare per prevenirla al meglio.

 

    PREVENZIONE SUL GATTO:

     

    • Fare un controllo preventivo dal proprio veterinario di fiducia (tramite test) per valutare lo stato di salute del vostro amico peloso ed escludere definitivamente che l’animale sia portatore del parassita. Se il gatto risultasse positivo e sono presenti segni clinici di malattia sarà semplicemente necessario un trattamento con una terapia antibiotica specifica per 4 settimane e per la proprietaria incinta sono sufficienti le precauzioni che seguono.
    • Non alimentare i gatti con carne poco cotta, preferire il cibo industriale
    • Non permettere al gatto di bere l’acqua dal WC
    • Non permettere ai gatti di “andare a caccia” in giardino

     

    PREVENZIONE PER LA DONNA NEI CONFRONTI DEL GATTO:

     

    • Far pulire la lettiera del gatto al proprio compagno o ad un parente almeno una volta al giorno
    • Se questo non è possibile pulire la lettiera almeno una volta al giorno usando sempre guanti e mascherina monouso e poi lavare accuratamente le mani
    • Tenere pulita la cassetta delle deiezioni con acqua bollente e detergenti

     

    PREVENZIONE PER LA DONNA IN GENERALE:

     

    • Usare sempre i guanti se si pulisce per terra o si se si fa giardinaggio
    • Lavare le mani accuratamente con sapone e acqua calda e non toccarsi occhi e bocca prima di averlo fatto
    • Non consumare carni crude o poco cotte (cucinare tutti i prodotti ad almeno 66°C e congelarla per almeno 3 giorni prima di cucinarla)
    • Lavare molto bene la verdura fresca prima di consumarla
    • Bollire l’acqua proveniente da ambienti naturali prima di berla

     

    PREVENZIONE SULL’AMBIENTE:

     

    • Controllare i potenziali ospiti vettori (vertebrati terrestri)
    • Coprire le aree gioco sabbiose dei bambini
    • Lavarsi sempre le mani con acqua calda e sapone in OGNI situazione che pensiate sia opportuno (senza però esagerare!).

CONSIDERAZIONI FINALI

Come avrete capito, il gatto non è assolutamente il principale vettore di questa malattia (le carni poco cotte e le verdure mal lavate sono i principali responsabili) e, tramite pochi gesti preventivi si può tranquillamente vivere sonni tranquilli al fianco del vostro animalecoccolandolo ogni qualvolta ne abbiate voglia: anche in gravidanza!

 

 

A cura di Mypetclinic Clinica Veterinaria