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21/05/2018 - [Tutto Coop]

LICALBE STEINER - ALLE ORIGINI DELLA GRAFICA CONTEMPORANEA

L’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Museo Centrale del Risorgimento presenta la mostra Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana, curata da Anna Steiner e progettata dallo studio Origoni-Steiner, con il prezioso sostegno di COOP Italia. La mostra è l’ultima parte di un progetto promosso da Ardaco in collaborazione con Claudia Sereni e sostenuto da Coop, iniziato otto anni fa con il film “Linea Rossa. Insieme per un disegno di cambiamento” per documentare la vita e le opere di Albe e Lica Steiner.
 
La mostra propone una panoramica sul lavoro di quello che è riconosciuto come uno dei sodalizi professionali e personali più fecondi della grafica italiana, ovvero quello tra Lica e Albe Steiner attraverso un percorso suggestivo tra materiali, testimonianze, lavori grafici, fotografie e video sulla vita e l'opera di entrambi. Verrà esposta la produzione dello Studio L.A.S. (Lica Albe Steiner) dai primi lavori del 1939 fino alla fine della Guerra e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni – ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile – per arrivare all’attività di Lica, dal 1974, anno in cui muore Albe, alla sua scomparsa, nel 2008.
 
I materiali esposti provengono dalla collezione privata dello Studio Origoni Steiner. La mostra è stata realizzata grazie alla partecipazione di Coop, che ha saputo vedere in questo progetto un momento importante per la storia e la memoria del suo marchio, disegnato da Steiner nel 1963, poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner.
 
L'incontro fra Coop e Albe Steiner data primi Anni Sessanta quando si pensò di affidare a un grande nome del design la progettazione globale di un'immagine formale che comprendesse sia la creazione di un'insegna unitaria per i negozi e i prodotti sia la cura degli interni. Il primo marchio Coop infatti era costituito da un logotipo con carattere corsivo come si usava all'epoca e non aveva fino a quel momento un ruolo decisivo nell'impatto comunicativo complessivo perché il marchio era utilizzato quasi esclusivamente per firmare il prodotto in modo abbastanza defilato. In un momento importante del suo sviluppo emerse perciò la necessità di darsi nuove prospettive e adeguare la propria identità visiva alle moderne tecniche di comunicazione. Albe Steiner dunque modificò nel 1963 il logotipo derivandolo dall'alfabeto universale di Herbert Bayer e per rendere meglio l'idea della cooperazione tra persone ridusse al minimo la spaziatura fra le quattro lettere. A questo proposito Steiner scrisse "Ho scelto un' immagine ottimista, un legame tra quattro lettere, una cooperazione tra caratteri...".
 
Il marchio apparve per la prima volta come insegna del primo magazzino a libero servizio di Reggio Emilia: il negozio numero 1 di Coop di cui Steiner curò tutto l'allestimento interno e esterno compresa la segnaletica e i manifesti e l'invito per l'apertura (era il 19 ottobre 1963).
 
Successivamente nel 1985 Bob Noorda operò il restyling del marchio ideato da Steiner in perfetto accordo peraltro con Lica alla quale chiese in una lettera il permesso per portare avanti il lavoro del marito prematuramente scomparso nel 1974. I tratti vennero ingrossati utilizzando lo stesso taglio sghembo per la lettera C e la lettera P. Una sorta di staffetta generazionale fra due grandi designer.
 
Il marchio originario è rimasto come un fil rouge che ha tenuto insieme l'evolversi della rete dai primi piccoli supermercati di quartiere agli ipercoop fino alle più recenti declinazioni di "CoopVoce" (la telefonia a marchio Coop) e di "Coop on line" (la sperimentazione di commercio elettronico).
 
 


Coop e Albe Steiner



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