I protagonisti

Chef ai fornelli; talenti in crescita o nomi affermati. L'importante è parlare di cibo, dispensare consigli utili, preparare piatti. Sono i volti che giorno dopo giorno frequenteranno "Fiorfood" di Coop al Salone del Gusto di Torino.

Dai talenti in crescita a nomi già affermati, alcuni hanno un importante passato o presente televisivo, tutti ovviamente un amore per la cucina. Tre uomini e tre donne, quasi fosse una sorta di par condicio se non altro di genere.

 

LUISANNA MESSERI

Volto amato della cucina in televisione, talentuosa chef toscana, autrice e interprete di programmi di cucina e di libri. Cuoca per passione, donna solare, allegra, genuina come le cose che cucina, con le sue facili ricette della tradizione, Luisanna esalta i sapori e la ricchezza della cucina italiana. Nata a Firenze, da sempre affascinata e incuriosita dal cibo semplice e delizioso, lei stessa racconta di "aver rubato a manbassa" dalla sapienza culinaria e i segreti della cucina delle nonne e delle vecchie zie. Ma è stata in grado di far rivivere i piatti della tradizione riadattandoli alle esigenze dei tempi moderni. È autrice di Capriccio Italiano, di Bischeri e Bischerate. Dopo l'esperienza felice della sua prima foodcomedy Il Club delle Cuoche in onda suSky e Digitale terrestre, è diventata una presenza fissa nella trasmissione di Rai 1 La prova del cuoco. Ha pubblicato 6 libri di ricette, ed è stata anche attrice per gli amici registi, Moretti, Luchetti, Mazzacurati. Del 2016 è la sua partecipazione a La pazza gioia di Paolo Virzì.

LUCIA GIORGI

Cinquantenne bresciana, è stata uno dei personaggi più carismatici dell'ultima edizione di Masterchef. Quasi una spalla comica per autori e giudici, catalizzatore di amicizie e rivalità dimostrando grande solidità nelle prove in cucina. Mamma emiliana e papà romano, il suo patrimonio culinario attinge ad entrambe le tradizioni. Al suo tipo di cucina arriva, dice lei stessa, dopo anni di esperienza sull'onda degli assaggi nei suoi viaggi in giro per il mondo, spesso mete eno- gastronomiche, passati a raccogliere, guardare, respirare e assaggiare "più che potevo, allargando la mente e gli orizzonti, cancellando confini, cercando di superare concetti e preconcetti", e grazie al suo lavoro trentennale per Coop, che la tiene a contatto con ogni genere di alimento. Così ogni suo piatto diventa un'occasione creativa, pur nel rispetto delle origini. Di recente ha aperto un blog (baciamosubito.com) per tenersi in contatto con le persone che la seguono.

ALIDA GOTTA
Nonostante i suoi 26 anni, non le mancano una grandissima determinazione e una volontà di ferro. Arrivata seconda nella quinta edizione di Masterchef, è stata definita una "macchina da guerra", perché in cucina nulla sembra fermarla. La sua passione per cibo, racconta lei stessa, nasce da bambina quando passava le domeniche a preparare le lasagne, gli agnolotti e gli arrosti con la mia famiglia. Cinque anni fa la svolta, si è avvicinata alla cucina e ha capito che "amavo emozionarmi ed emozionare". La sua idea di cucina è poco legata alle tradizioni ed è molto creativa. Se, infatti, è vero che "non si possono rinnegare le radici e la storia perché l'innovazione arriva da lì, in un piatto ogni ingrediente scelto - che sia arabo, italiano, cinese o indiano - non subisce discriminazioni. Ogni cosa trova il giusto posto ed è utile perché il piatto risulti bello, buono e armonioso". 
 
 
STEFANO CALLEGARO

Quarantaquattro anni, di Adria, Stefano Callegaro matura la sua attrazione per la cucina grazie a due importanti figure femminili: la mamma e la nonna, un personaggio a dir poco fenomenale. Vera epicurea e gaudente della tavola, nonna Antonietta abitua Stefano a piatti ricchi e opulenti, legati alla tradizione del Polesine. Lui, però, nasce come rugbista ed entra nella nazionale Under 21. Poi un infortunio lo ferma e piano piano si riaccende la passione per il cibo, si riaccende, come dice lui, quella "scintilla che si era fermata nella memoria". Si mette ai fornelli e vince la quarta edizione di Masterchef. Oggi, da cuoco blasonato, si dedica alla ricerca di materie prime, alla sperimentazione di nuovi ingredienti, viaggia per studiare lo street food, senza mai dimenticare la tradizione e le sue origini. La sua filosofia? "La creazione di un piatto o la trasformazione del cibo è come una metafora di vita, la ricerca della felicità raggiunta per tentativi".

GIOVANNI GRASSO E IGOR MACCHIA

Grintosi e determinati hanno consacrato in breve tempo La Credenza di San Maurizio Canavese, portandola ad essere una delle tavole tra le più brillanti, golose e promettenti d'Italia. Già il nome, La Credenza, evoca qualcosa di familiare e basta entrare nel locale, elegante e semplice allo stesso tempo, sedersi al tavolo ad ascoltare Giovanni che racconta il menù, per percepire tutto il calore che Igor, in cucina, mette in piatti. In questo ristorante a due passi da Torino tradizione fa rima con creatività e tutto, dall'arredamento del locale ai piatti del menù, rispecchia questa doppia anima. Il viaggio culinario de La Credenza parte dal territorio, dal Piemonte, con i suoi prodotti tipici - riso, formaggi, tartufo, carni - per giungere, attraverso i ricordi di tanti viaggi, fino al lontano Oriente, dove soprattutto Igor è ormai di casa. Nei piatti, negli abbinamenti mai scontati del menù tradizione e innovazione convivono in una cucina personale e innovativa che affascina e stupisce e che già nel 2006 ha ottenuto il riconoscimento della prima Stella Michelin. Riconosciuto come esponente dell'eccellenza piemontese, La Credenza ha ottenuto riconoscimenti dal Gambero Rosso (1 forchetta), la Corona Radiosa sulla Guida di Paolo Massobrio e 1 cappello (15,5) sulla Guida de l'Espresso.

GIANNI SPEGIS

29 anni, uno dei talenti emergenti della nuova ristorazione piemontese: ha lavorato con Vissani e poi al Boscareto di Serralunga d'Alba, ed è allievo di Giampiero Vivalda dell'Antica Corona Reale a Cervere. La sua cucina - dalla carta per il business lunch con una selezione di piatti leggeri un ottimo rapporto qualità/prezzo alla cena gastronomica - propone ricette della tradizione piemontese rielaborate.