Non restiamo in superficie!

 

Alcuni punti per fare chiarezza sulla filiera del pesce Origine Coop.

  • Che cosa fa Coop per garantire che il pesce allevato a marchio Coop sia antibiotic free?

La scelta di ridurre, fino a eliminare, l’utilizzo di antibiotici nelle filiere a marchio Coop, non è una questione di marketing, ma un preciso impegno di Coop contro il fenomeno dell’antibiotico-resistenza su cui abbiamo investito da aprile 2017 con la campagna “Alleviamo la salute”.

Il non utilizzo di antibiotici nel pesce Coop a marchio Origine è verificato tramite visite ispettive, anche a sorpresa, da parte di personale Coop altamente specializzato a volte accompagnato da Enti di Certificazione riconosciuti a livello internazionale quali Bureau Veritas e CSQA.

Ai fornitori è stata inoltre richiesta la certificazione di prodotto antibiotic-free tramite Enti Terzi.

Dalla partenza del progetto Alleviamo la Salute, che coinvolge 11 fornitori, dal 2018 ad oggi sono stati eseguiti 39 audit in allevamenti/stabilimenti di cui 6 con Ente Terzo – Bureau Veritas e CSQA- e 35 audit in mangimifici di cui 6 con Ente Terzo – Bureau Veritas e CSQA. Per la verifica di presenza di antibiotici sono stati eseguiti 205 campioni tra pesci, mangimi e acqua di allevamento. Tutti con esito regolare.

  • Perchè c’è questa differenza fra il pesce allevato a marchio Coop e il pesce non a marchio?

Sul pesce Coop a marchio Origine siamo responsabili dell’intero percorso di filiera, infatti i capitolati siglati dai fornitori di prodotti a marchio Coop sono rigorosi e puntuali.

Per ciò che non è prodotto a marchio, Coop funziona come un distributore. Anche in questo caso, però, la Direzione Qualità di Coop Italia pone particolare attenzione sui temi di sicurezza alimentare, per cui vigono controlli sia per legge che da parte di Coop.

  • Coop si approvvigiona dalla Grecia per quanto riguarda orate e branzini allevati a proprio marchio?

Orate e branzini a marchio Coop provengono solo da allevamenti italiani, non avviene alcun approvvigionamento dalla Grecia.

  • Le orate e branzini a marchio Coop come vengono allevati e quali mangimi vengono somministrati?

Tempi di accrescimento: per arrivare alla taglia di 400 g per i pesci Coop ci vogliono circa 20 mesi rispettando i tempi di naturale accrescimento.

Qualità dei mangimi: i nostri mangimi contengono principalmente ingredienti di animali acquatici integrati con componenti di origine vegetale che è un’ottima fonte proteica alternativa alla farine di pesce. Questa scelta è ecologicamente sostenibile in difesa del depauperamento delle risorse ittiche selvagge, non è quindi solo una questione economica.

La composizione dei mangimi deve rispettare una stringente normativa comunitaria che definisce anche gli additivi ammessi. I pesticidi di possibile derivazione vegetale sono un rischio conosciuto e controllato sistematicamente con verifiche analitiche (39 analisi nel 2019).

  • Per quanto riguarda l’allevamento di trote anche Coop si approvvigiona da fornitori con alta densità di pesci nelle vasche?

La densità degli allevamenti nelle filiere Coop, anche nel caso delle trote, è definita da valori (30 kg/m3) molto vicini a quelli richiesti agli allevamenti di prodotto biologico (25 kg/m3) e quindi di molto inferiori alle densità convenzionali (40 kg/m3).

Inoltre, sull’acqua viene effettuato un controllo e monitoraggio della qualità e della saturazione ossigeno.

  • I pesci negli allevamenti Coop vengono alimentati forzatamente?

I pesci in allevamento non vengono alimentati forzatamente, ma consumano il cibo secondo le loro necessità. Le diete per i pesci Coop sono bilanciate rispetto al fabbisogno e alla stagionalità per il corretto e naturale accrescimento degli esemplari.

Sul nostro disciplinare di allevamento abbiamo una soglia massima di grasso permesso (21%) solo di origine acquatica. I grassi nei pesci Coop sono quindi prevalentemente acidi grassi polinsaturi della famiglia degli Omega 3 con un ottimo rapporto saturi/insaturi.

  • Come riesce Coop a scongiurare il rischio di frode?

Il rischio di frode (ad es. spacciare per una specie pregiata una di minor valore) è molto elevato soprattutto per i filetti, in quanto non ci sono più le parti anatomiche che permettono un riconoscimento visivo.

Coop esegue dal 2006 controlli a campione per la verifica della specie tramite DNA dei filetti su circa 90 campioni all’anno.

  •  Il pesce persico africano si trova sui banchi Coop? Da dove arriva e come si comporta Coop in merito?

Come prodotto di importazione Extra CE, la conformità ai requisiti di sicurezza alimentare viene garantita dalla Comunità europea tramite i controlli in frontiera e tramite Audit eseguiti dal Food and Veterinary Office verso l’autorità governativa locale che emette i bolli CE per il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa igienica europea. La Comunità Europea aggiorna sistematicamente e pubblica sul sito a disposizione di tutti gli stabilimenti autorizzati. I fornitori diretti di Coop sono tutti europei e garantiscono il rispetto delle normative, come da contratto. Coop inoltre effettua controlli analitici a campione sia microbiologici sia chimici che non hanno mai messo in evidenza problematiche di sicurezza. In particolare Victoria Perch Limited Mwanza risulta tra gli stabilimenti autorizzati sul sito della Comunità Europea con il numero di approvazione A-PP-210. Da una verifica, solo il 3% del totale persico africano venduto in Coop deriva da questo fornitore.

  •  Rispetto al pesce persico africano, come si pone Coop davanti alla questione etica riguardante lo sfruttamento delle risorse a discapito della popolazione locale?

Non trattandosi di prodotto a marchio Coop non sono stati individuate posizioni specifiche sull’argomento. Ci stiamo interrogando se sia giusto o meno continuare ad acquistare il pesce persico africano in questi territori; scelta che però non siamo sicuri possa comportare vantaggi ma che sicuramente, se noi boicottassimo quelle filiere produttive, metterebbe a rischio le comunità locali che, oggi, da questa risorsa traggono il proprio sostentamento.

Ci troviamo quindi di fronte a una delle situazioni in cui occorre certamente fare qualcosa, senza però spostare la propria attività in un’altra parte del mondo. Un problema come questo deve essere affrontato non solo dall’ultimo anello di una filiera commerciale ma è di prioritaria importanza la presa di coscienza del problema da parte delle Autorità Pubbliche preposte, le uniche in grado di poter armonizzare e coordinare una strategia di intervento che abbracci ricerca, legislazione, controlli e azioni concrete.

Ci teniamo davvero a chiarire tutti i tuoi dubbi sulla filiera del pesce Origine Coop.

Se dopo aver letto questo approfondimento ti restano altre domande, il servizio clienti di Coop Italia e delle singole Cooperative è a tua disposizione:

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