Quando i cani e i gatti sono davvero protagonisti

Quando i cani e i gatti sono davvero protagonisti.

I successi a quattrozampe al cinema e nei fumetti

Cani e gatti sono da sempre presenti sul grande schermo o nelle strisce dei fumettisti,
con ruoli diversi, incarnando archetipi ben precisi,
e sono stati i migliori amici di personaggi che ci sono entrati nel cuore.

Quest’anno la stagione cinematografica ha regalato un posto di rilievo ai nostri amici a quattro zampe, tanto che sono finiti direttamente nel titolo di due dei film più importanti dell’anno: Dogman di Matteo Garrone, che probabilmente rappresenterà l’Italia agli Oscar, e L’isola dei cani, l’ultimo lavoro di quel genio di Wes Anderson.

Non è certo una novità, i nostri amici pelosi sono stati immortalati sullo schermo innumerevoli volte: impossibile dimenticare ad esempio il gattone senza nome che in Colazione da Tiffany sveglia Audrey Hepburn, e ci resterà sempre nel cuore Hachiko, protagonista dell’omonimo film e della leggenda giapponese che lo ha ispirato. Un personaggio talmente importante che al centro di Tokyo si erge una statua dell’Akita per commemorare la sua incredibile fedeltà.

Hachiko non è di certo l’unico cane che ha rubato la scena a un attore famoso (in questo caso Richard Gere), basti pensare a tutto il filone di film con i cani protagonisti che va da Lassie a Rin Tin Tin, passando per Beethoven, il San Bernardo protagonista di una delle saghe cinematografiche più longeve di sempre (con ben 7 film all’attivo). 

Spesso il carisma di questi eccezionali attori a quattro zampe è tale da riuscire a emozionare perfino più di dei bipedi che recitano accanto a loro. 

Abbiamo pianto durante il finale di Io & Marley, abbiamo riso durante la scena del minaccioso Ivan il Terribile XXXII de Il Secondo tragico Fantozzi, abbiamo sospirato per il romanticismo della scena degli spaghetti di Lilly & il Vagabondo e abbiamo desiderato un’amicizia come quella che lega Belle & Sebastien.

D’altronde basta porsi una semplice domanda per capire quanto siano importanti i personaggi a quattro zampe: potrebbe mai esistere Charlie Brown senza Snoopy?

Se la presenza canina nei film è quasi sempre rassicurante, simbolo di dolcezza, fedeltà e amicizia (quasi sempre! Vi ricordate di Cujo tratto dal romanzo di Stephen King?) con i gatti le cose si fanno decisamente più intriganti: per gli sceneggiatori i felini sembrano possedere un senso superiore e a volte sono veri e propri animali guida che aiutano i protagonisti a compiere il proprio destino.

Scaltri, furbi, eleganti, i gatti sul grande schermo sono spesso più saggi dei protagonisti stessi.

È vedendo un gatto che Neo, il protagonista di Matrix, si rende conto della trappola che l’agente Smith gli ha teso nel primo indimenticabile film della saga. 
Inseguendo un gatto Llewyn Davis, il protagonista di A proposito di Davis dei fratelli Coen mette in moto una serie di eventi che potrebbero decidere la sua carriera di cantante folk.

Ed è sempre grazie a un felino, uno magico, che Alice riesce a orientarsi nell’incredibile Paese della meraviglie.

È un gatto quello che Don Vito Corleone tiene sulle ginocchia ne Il Padrino mentre ascolta le richieste dei suoi “picciotti”, e anche quello che il Sergente Ripley insegue lungo la Nostromo mentre un mostro le dà la caccia nell’indimenticabile Alien.

Un gatto rosso per l’esattezza, come il micio più famoso al mondo: Garfield, felino sornione e un po’ pigro che, oltre ad essere apparso in ben cinque film, detiene il record della striscia a fumetti più pubblicata al mondo. 

E chiudiamo con un classico, anzi, il classico per eccellenza: Gli Aristogatti, dove Romeo “il mejo del Colosseo” è un simpaticissimo gatto gigione che seduce una micetta ben educata insegnandole cosa significa essere un vero gatto senza padroni. 

A cura di Giunti Editore