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Coop for future 2019
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27 Novembre 2019

“Coop for future”, il progetto volto a sensibilizzare i fornitori Coop sui temi della sostenibilità, taglia il traguardo dei 13 anni. 370 le imprese coinvolte e le 5 più “virtuose” premiate in un evento a Milano: Orsini e Damiani (ortofrutta), Inalca (carni), Granarolo (freschi industriali), Oleificio Zucchi (grocery alimentari), Lucart (non alimentari) oltre a 9 menzionati per la lotta allo spreco e imballaggi in ottica di economia circolare. Non più soltanto l’efficienza energetica, Coop in collaborazione con Bureau Veritas ha monitorato azioni più ampie includendo le tematiche degli sprechi, della riduzione dei consumi idrici, della produzione di rifiuti inclusa la corretta gestione degli imballaggi. Dall’avvio del progetto nel 2006 a oggi risparmiata l’immissione in atmosfera di circa 620.000 tonnellate di C02 pari al consumo di circa 470.000 auto diesel che percorrono in media 10.000 km annui.

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Sono 370 le imprese coinvolte (erano 328 nell’edizione precedente) e 556 gli stabilimenti coinvolti all’interno dei quali sono stati effettuati importanti interventi volti a migliorare le proprie prestazioni a favore della sostenibilità.

 

“Coop for future” è il nuovo volto del progetto voluto da Coop e partito nel 2006 quando, prima insegna della grande distribuzione italiana, aveva invitato i fornitori di prodotto a marchio a adottare azioni mirate alla riduzione dei consumi energetici in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sancite allora dal Protocollo di Kyoto e prevedendo la collaborazione per la verifica dei dati di Bureau Veritas Italia (organizzazione internazionale che si occupa di certificazione).

 

Tredici anni dopo, Coop guarda avanti ed amplia ulteriormente il contesto di riferimento includendo nell’analisi non solo le azioni volte a diminuire le emissioni di anidride carbonica, ma anche importanti tematiche strettamente correlata all’impatto ambientale ma ad un più ampio concetto: l’energia certo ma anche i consumi idrici, i rifiuti, l’utilizzo di materiali riciclati, le certificazioni adottate, etc.

 

Una sorta di “radiografia” complessiva sulla sostenibilità partendo dal presupposto che molte azioni, oltre a portare ad un beneficio per l’ambiente, possono generare contemporaneamente un beneficio economico, grazie al risparmio sui singoli costi.

 

Quanto ai risultati dall’inizio del progetto a oggi attraverso le azioni virtuose dei fornitori si stima un risparmio pari a circa 620.000 tonnellate di C02, pari al consumo di circa 470.000 auto diesel che percorrono in media 10.000 km annui. I criteri di valutazione usati da Coop Italia sono sempre più tarati su precisi indicatori e prevedono soglie minime da raggiungere per ottenere la patente di “fornitore grande amico dell’ambiente”.

 

Le prime 5 imprese che nell’edizione 2019 si sono distinte nei diversi settori e hanno ottenuto il riconoscimento durante l’evento di premiazione che si è svolto a Milano sono: Orsini e Damiani (ortofrutta), Inalca (carni), Granarolo (freschi industriali), Oleificio Zucchi (grocery alimentari), Lucart (non alimentari). Nell’ambito della premiazione 2019 menzionate anche altre 9 aziende. 5 per i miglioramenti sugli imballaggi in ottica di economia circolare (C&D foods Italia, RE.LE.VI., CSC, Frosta e Cilento).

 

L’imballaggio dei bocconcini di mozzarella Fior Fiore Coop di Cilento ha permesso a Coop di vincere il superpremio Conai sulla Prevenzione.

 

Altre 4 menzioni per la lotta allo spreco (A.I.A., Sammontana, San Lidano e Sofidel).

 

Al di là dei singoli interventi messi in atto da ciascuno dei vincitori, vanno evidenziate le azioni trasversali messe in campo per aumentare la sostenibilità ambientale del sistema Italia. Macro-azioni che fanno capire che cosa si può e si deve fare dal versante dell’impresa per dare un senso alla mobilitazione della “Generazione Greta” e di quanti vogliono fronteggiare in concreto la crisi climatica. Si va dalla maggiore efficienza degli impianti di condizionamento e refrigerazione, al controllo delle filiere dotate di certificazioni ambientali sulle materie prime impiegate; dalle azioni di riduzione degli scarti e successiva loro collocazione in modo ecosostenibile, alle donazioni di prodotti alimentari e non alimentari non più commercializzabili alle organizzazioni di assistenza e caritative.

 

Le aziende più virtuose hanno, inoltre, investito per avere certificazioni della serie ISO 14000, si sono preoccupate dell’ottimizzazione delle attività all’interno degli stabilimenti in modo da ridurre il fabbisogno di acqua di rete e di pozzo, hanno ridotto il peso degli imballaggi e aumentato l’impiego dei materiali riciclati, producendo direttamente energia da fonti rinnovabili o acquistandola al 100%. «Siamo di fronte a dati importanti, ottenuti attraverso un'adesione volontaria.

 

Le eco-aziende, anche dai grandi fatturati insieme alle medie e piccole, sono in continuo aumento a dimostrazione di una maggiore sensibilità che va incontro a quello che viene chiesto dai consumatori, che oggi sono più evoluti, informati e consapevoli di vent’anni fa e possono indirizzare in maniera diversa il mercato e l’economia con le loro scelte d’acquisto. – sottolinea Maura Latini, amministratore delegato Coop Italia– Se così sarà sempre di più in futuro, le imprese sono assolutamente recettive e procederanno sempre più in quella direzione.

 

Come dice lo slogan della nostra campagna di comunicazione, “Una buona spesa può cambiare il mondo”». Alla premiazione di “Coop for future” a Milano hanno partecipato anche Marco Pedroni, Presidente Coop Italia, Domenico Brisigotti Direttore Commerciale Food Coop Italia, Renata Pascarelli Direttore Qualità Coop Italia.

 

Per informazioni:

 

Silvia Mastagni – responsabile ufficio stampa Coop Tel. 06 441811 – 335 7884168 – silvia.mastagni@ancc.coop.it

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