FAQ Intervista Claudio Mazzini Presa Diretta

Perché Coop ha deciso di partecipare alla trasmissione? 

 

“Il presidio di Coop sulle filiere dell’ortofrutta passa attraverso rapporti diretti, trasparenti e continuativi con i propri fornitori. Sono quasi 900 i fornitori ortofrutticoli di Coop, mediamente la durata dei contratti è di circa 20 anni. Sono pochissimi i casi in cui sono stati interrotti rapporti e solo a fronte di gravi problematiche connesse in genere con questioni etiche e/o legate alla sicurezza. I capitolati che legano i fornitori a Coop impongono regole stringenti e più limitative rispetto a quanto richiesto normalmente. Anche le ultime campagne come ad esempio quella sulla limitazione nell’uso di ulteriori pesticidi richiedono ai nostri fornitori prestazioni diverse che in vigore dei capitolati in essere devono garantire, al tempo stesso però sono anche occasioni di crescita e collaborazione professionale. Non sono pochi i fornitori che hanno “usato” Coop come una sorta di palestra e hanno visto così accrescere la loro dimensione e la loro reputazione. Pur sapendo che esistono dei rischi quando non si parla in diretta in una trasmissione televisiva, abbiamo voluto esserci proprio perché non abbiamo niente da nascondere. Come unica richiesta abbiamo voluto filmare l’intervista integrale che è visibile da oggi per chi voglia capire meglio sul nostro sito”.

 

Quali sono i rapporti di Coop con i produttori di ortofrutta? Come si determina il prezzo di acquisto?

 

“La selezione dei nostri fornitori è lunga, analitica ma una volta entrati con loro attiviamo progetti condivisi e con loro ci rapportiamo costantemente. Non scendiamo mai al di sotto del prezzo medio di produzione, a partire da questo avviene una normale contrattazione. La nostra intenzione è creare relazioni trasparenti e corrette anche in un mercato dove le oscillazioni possono essere imprevedibili legate ai cambiamenti climatici e come tali da gestire al momento”.

 

Come vengono decise le promozioni? E’ vero che sono vessatorie e non tengono conto della remunerazione dei produttori?

 

“Le promozioni sono di 2 tipi. La prima è un accordo preventivato in cui si indica al fornitore mesi prima il periodo della promozione e si concorda la scontistica. Il fornitore non arriva impreparato alla negoziazione e considera lo sconto quando formula il prezzo. C’è poi il caso in cui il fornitore ha un eccesso di produzione dovuto ad esempio a fattori climatici ed è lui a proporre una scontistica per spingere l’acquisto e il relativo consumo di quel prodotto. Il fatto di avere un parco fornitori consolidato e di lunga data è una garanzia per noi ma anche per gli stessi fornitori. Per costruire un rapporto che noi consideriamo standard quindi filiera tracciata ci vogliono in media 5 anni, da noi non ci sono ritorsioni se un fornitore non riesce a soddisfare una richiesta di scontistica e aderire a una promozione. Sarebbe autolesionistico”.

 

Perché Coop allora è stata condannata dall’Antitrust nel 2015 avendo l’Antitrust accolto la richiesta di un fornitore di Coop?

 

“L'Antitrust ha sanzionato Coop per la disdetta del contratto. Riteniamo che il lavoro di istruttoria sia stato condotto dall’Antitrust in maniera molto superficiale, abbiamo fatto ricorso e presenteremo in quella sede tutta la documentazione necessaria a supportare la nostra azione. Si trattava sì di un nostro fornitore ma non di un produttore bensì di un grossista che comprava da terzi in base al venduto. Oggi il nostro primo fornitore di pere è una cooperativa che vendeva le pere a quel grossista che poi le rivendeva a noi. Un intermediario che non aggiungeva valore ma drenava risorse. Oggi quelle risorse vanno direttamente ai produttori. Ci teniamo a dire che si tratta di 1 caso su 2000 fornitori in 20 anni”.

 

Qual è la posizione di Coop sulle aste al doppio ribasso?

 

“Le aste a doppio ribasso sono una grave stortura del mercato e rischiano di stressare i produttori. Noi non le abbiamo mai fatte né le faremo”.

 

Che cosa risponde Coop alla nuova proposta avanzata da Oxfam di far conoscere l’elenco dei fornitori di prodotti freschi?

 

“Nell’etichetta dei nostri prodotti a marchio anche nell’ortofrutta il consumatore trova l’indicazione di chi produce. Non nascondiamo i produttori, li valorizziamo ed è con loro che abbiamo lanciato le ultime campagne, quella per la diminuzione nell’uso dei concimi chimici o quella volta a ridurre in coltura l’utilizzo dell’acqua. La nuova proposta avanzata da Oxfam sull’indicazione dei fornitori anche per i prodotti sfusi la accogliamo come possibile spunto di miglioramento”.

 

E’ vero che Coop nel periodo del lockdown ha speculato sui prezzi?

 

“Abbiamo evidenze che dicono esattamente il contrario. In primo luogo bisogna partire dal presupposto che l’immagine di supermercati presi d’assalto e conseguenti aumenti di fatturato a doppia cifra è corretto sia parametrata con l’aumento parallelo dei costi sostenuti (i costi della sicurezza, degli interventi strutturali, del personale di sorveglianza etc etc). Nel caso specifico di Coop a fronte di richieste di aumento lato produzione abbiamo assorbito almeno in parte queste richieste. Da marzo fino al 31 maggio Coop ha bloccato i prezzi con effetto immediato su tutti i prodotti confezionati industriali sia a marchio Coop che di tutte le altre marche ( e poi ha prorogato il blocco fino a fine settembre solo per i prodotti a marchio). Alcune cooperative hanno esteso il blocco anche ai freschi e freschissimi”.

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