ETICA
Con l’adesione allo Standard Etico SA 8000, prima azienda in Italia nel 1998, Coop ha messo in campo nuovi strumenti per presidiare il tema dei diritti dei lavoratori. Ai fornitori dei Prodotti a marchio si richiede la sottoscrizione di un codice di comportamento basato su questo standard e vengono inoltre effettuate verifiche presso i luoghi di produzione: negli anni quasi 1.700 ispezioni tra fornitori e subfornitori. Queste ultime attività sono comprensive di interviste anonime ai lavoratori (in particolare per verificare il rispetto degli orari di lavoro e dei salari) nonché di raccolta informazioni dagli stakeholder locali (sindacato, ONG, ...); per le filiere particolarmente a rischio i controlli arrivano a coinvolgere anche le aziende agricole con un monitoraggio specifico. In caso di non conformità alle tematiche in oggetto Coop chiede un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, può anche decidere di escludere dalle forniture i fornitori/subfornitori coinvolti. Negli ultimi 7 anni infatti Coop ha espulso 10 aziende agricole, includendo nel conteggio anche la campagna finocchi 2017.
Questo impegno negli anni è valso a Coop dei riconoscimenti: nel 2010 Coop è risultata la migliore catena della grande distribuzione europea per quanto riguarda la responsabilità sociale d’impresa (riconoscimento assegnato dalla Federazione “Consumers International”, 220 associazioni di Consumatori di 155 nazioni); nel 2013 Altroconsumo ha indicato Coop come la catena con le migliori politiche e la maggiore attenzione nel campo della responsabilità sociale di impresa e massima coerenza fra quanto fatto e quanto dichiarato; a giugno 2015 nell’ambito della campagna #FilieraSporca in cui è stata analizzata la filiera delle arance raccolte in Sicilia e Calabria, Coop è stata definita come l’operatore più attento alla questione della responsabilità sociale; un simile primato è stato confermato anche nel 2016 nel proseguo della campagna relativamente agli agrumi, nonché anche in riferimento alla attività di indagine svolta sulla filiera del pomodoro da trasformazione dove veniamo inoltre citati al primo posto per trasparenza e collaborazione. Coop è infine riconosciuta anche da parte delle istituzioni un interlocutore virtuoso su queste tematiche.

ATTIVITÀ SA 8000 E CODICE ETICO
Nel luglio 1998 Coop Italia ottiene la certificazione SA 8000, prima azienda in Italia e in Europa e ottava nel mondo. 
Coop presidia con questo standard etico tutti i fornitori di Prodotti a marchio, alcune migliaia di subfornitori e negli ultimi anni ha esteso la sua attività anche verso alcune filiere di prodotto non a marchio Coop. 
Vengono effettuate ispezioni periodiche tramite Enti accreditati nei punti critici della filiera e in caso di ritrovamento di non conformità vengono richieste azioni di miglioramento a cui segue il monitoraggio dell’implementazione delle stesse. A tutti i fornitori di Prodotto a marchio ed ai fornitori di ortofrutta non a marchio, si richiede la sottoscrizione di un codice di comportamento etico che contempla impegni sui diritti dei lavoratori basati sui principi dello standard SA 8000 e dell’ILO:

  • lavoro infantile e minorile
  • lavoro coatto
  • discriminazione di sesso, razza e religione
  • norme per la salute e la sicurezza
  • condizioni dell’ambiente lavorativo
  • libertà di associazione
  • stipendio ed orario di lavoro

La non adesione al codice etico comporta l’esclusione del fornitore.

LE FILIERE  ORTOFRUTTICOLE
Coop ha sempre presidiato il settore agroalimentare con un approccio di “filiera” e cioè controllando tutti i passaggi dal campo alla tavola. Nello specifico per l’ortofrutta sono state individuate 13 filiere ortofrutticole più esposte ai rischi di illegalità in base ad una analisi del rischio basata su area geografica, modalità di raccolta, durata stagionalità, eventuali tensioni sui prezzi, ecc (clementine, arance Navel, arance rosse, uva, anguria, melone, finocchi, cavolfiore, cavoli, pomodoro, fragole, patate novelle, zucchine) e dove più frequentemente emergono episodi di sfruttamento dei lavoratori: in questi casi si sono attuati controlli più approfonditi.
Sulla filiera del pomodoro da trasformazione nel 2017 sono stati svolti audit in 42 aziende, coinvolgendo tutti i cinque fornitori di prodotto a marchio. Per la definizione del campionamento è stata fatta una analisi del rischio che ha considerato sia la zona che il tipo di raccolta e di prodotto finito. Tra fine 2015 ed inizio 2016 è iniziata la revisione dell’attività sul controllo dei fornitori per migliorare e rendere ancora più efficace il presidio di Coop relativamente ai temi etica, legalità e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché tutta l’attività necessaria per adeguare il nostro sistema di certificazione alla nuova norma SA 8000: 2014.
Con il lancio della nuova linea di prodotti ortofrutta Origine alla fine del 2017 viene rinnovata e rafforzata la richiesta ai fornitori di assumersi impegni lungo tutta le filiere interessate dai prodotti a marchio commissionati attuando controlli basati sull’analisi del rischio.
I numeri del 2017: effettuati 270 audit con il coinvolgimento di 123 fornitori. Inoltre, sono stati eseguiti complessivamente a partire dal dicembre 2015 e fino a dicembre 2017 (campagna cavoli e cavolfiori) 528 audit che hanno convolto 220 fornitori. Nel periodo della Campagna Buoni e Giusti sono state sospese per gravi problematiche rilevate 3 aziende, mentre, se sono state rilevate non conformità, è stato richiesto un piano di miglioramento che è stato seguito nel tempo. Le azioni di Coop non mirano solo a garantire gli standard di eticità dei prodotti, ma vogliono essere uno stimolo alla promozione della legalità e dell’eticità da parte di tutti gli attori della filiera. 

IMPRENDITORIA LEGALE
In virtù di un ragionamento più ampio sulle attività di Coop relativamente all’etica, che comprende anche il tema dell’imprenditoria legale, da fine 2015 è stata richiesta l’adesione alla “Rete del lavoro agricolo di qualità” (iniziativa del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPA-AF), del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’INPS) per le aziende agricole (oltre 7.200) coinvolte nelle filiere del prodotto ortofrutta a marchio Coop. L’implementazione di questa richiesta è stata effettuata gradualmente a partire dalle 13 filiere identificate come maggiormente critiche. A ulteriore supporto dell’iniziativa nell’arco di questi anni si è deciso di risensibilizzare le aziende agricole delle filiere critiche affinché procedessero all’adesione della rete nonché di fare pressioni su MIPAAF e cabina di regia attraverso le associazioni di categoria (CIA) perché agevolino le registrazioni. 
Malgrado le notevoli difficoltà riscontrate, a fine dicembre 2017 un terzo delle aziende agricole di cui sopra ha provveduto a richiedere l’iscrizione; di queste circa la metà ha ottenuto l’iscrizione. Viceversa, i dati riferiti al totale delle aziende agricole afferenti a tutte le filiere ortofrutta si attestano su circa il 10% in termini di richiesta di iscrizione. La stessa attività è stata richiesta anche alle circa 1.500 aziende agricole coinvolte nella filiera del pomodoro da industria; le adesioni sono allineate alle richieste di iscrizione del totale aziende ortofrutta. I fornitori sono stati nuovamente sollecitati a far chiedere l’iscrizione alla rete da parte delle aziende agricole loro afferenti. 
In generale, si riscontrano molti timori in merito alla possibilità di ricevere controlli aggiuntivi in virtù della maggiore visibilità.