Gli antibiotici


Qual è il rischio dell'uso degli antibiotici?

 
Gli antibiotici colpiscono la crescita dei batteri, ma alcuni di questi batteri sono in grado di resistere e sopravvivere. Se l'utilizzo degli antibiotici è indiscriminato, si ottiene un aumento di questi batteri resistenti e le conseguenze si traducono in terapie mediche inefficaci, per uomini e animali.
Questa reazione si chiama antibiotico resistenza.
Per effetto dell'antibiotico resistenza, solo in Europa si registrano circa 25.000 morti l'anno e solo in Italia fra i 5000 e i 7000.
Secondo quanto afferma il "Review on Antimicrobial Resistance" del 2016 pubblicato dalla O'Neil Commission, si stima che entro il 2050 le infezioni da microbi resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte nel mondo.
 
Cosa si può fare?
 
La dimensione globale dell'antibiotico resistenza richiede un coordinamento internazionale e multidisciplinare con un approccio integrato di interventi che tenga conto della salute umana, animale e ambientale.
Dal momento che il ricorso agli antibiotici è particolarmente estensivo in veterinaria, diviene molto importante il coinvolgimento di tutti gli attori delle filiere produttive e l'applicazione delle buone pratiche di allevamento, specifiche per le diverse filiere animali, volte ad assicurare una riduzione e un uso prudente, razionale e mirato degli antibiotici. 
 
Cosa succede in Italia
 
Per questo motivo le linee guida del Ministero della Salute italiano sollecitano da tempo tutti gli attori delle filiere produttive a utilizzare gli antibiotici in maniera "razionale e responsabile" per limitare i rischi per la salute animale e umana.
Tuttavia, sebbene grazie a queste politiche le vendite negli ultimi anni abbiano registrato un calo, rimaniamo uno dei Paesi europei che ne fa maggiore uso in allevamento. Per la precisione siamo terzi, con livelli di antibiotico resistenza elevati e quasi sempre al di sopra della media europea. 
Inoltre diverse organizzazioni nazionali ed internazionali tra cui anche l'EFSA indicano che oggi è possibile ridurre l'uso degli antibiotici negli allevamenti ripensando globalmente il sistema di produzione. 
Alzare il livello del benessere animale è la condizione necessaria per raggiungere l'obiettivo: animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati ed è possibile limitare l'antibiotico resistenza.
 
L'impegno concreto di Coop
 
Dalla primavera del 2017 stiamo lavorando attivamente per contribuire a limitare l'antibiotico resistenza, con una serie di azioni:
 
  • Sostenere le scelte delle istituzioni verso la riduzione  dell'uso indiscriminato degli antibiotici in allevamento 
  • Migliorare la gestione degli allevamenti soprattutto in tema di benessere animale 
  • Ridurre progressivamente l'uso di antibiotici negli allevamenti e combattere così l'antibiotico resistenza
 

FAQ

Le domande più frequenti

Cosa sono gli antibiotici e a cosa servono?

Che cos'è l'antibiotico resistenza? E perché è un problema?

Quali sono le cause dell'antibiotico resistenza?

Cosa si può fare per contrastare il fenomeno dell'antibiotico resistenza?

A cosa è dovuto l'abuso di antibiotici in ambito zootecnico?

L'antibiotico resistenza può essere causa di morte?

Ci sono indicazioni ufficiali su come potere intervenire in relazione all'uso degli antibiotici in ambito zootecnico?

E' possibile abolire l'uso degli antibiotici negli animali?

Qual è il collegamento fra la riduzione dell'uso di antibiotici in allevamento e "tutela" della salute pubblica e veterinaria?

Coop come pensa di poter contribuire?

Perché Coop si muove solo ora?

Quindi nelle filiere di allevamento Coop non si useranno più gli antibiotici? E se un animale si ammala non viene curato e destinato alla morte?

Quali saranno i prodotti Coop coinvolti da questo cambiamento e come posso distinguerli?

Fino ad oggi quindi i prodotti a marchio Coop contenevano antibiotici?

Cosa si intende per linea Origine?

Perché i prodotti della linea origine costano di più?