Un compleanno in comune e valori condivisi. Sono i punti di contatto fra la Federazione Italiana Canotaggio e Coop che il 16 marzo a Torino hanno ufficializzato la rispettiva partnership in occasione della presentazione delle celebrazioni del 130esimo anno della fondazione della federazione. 130 per Fic e 70 anni dalla nascita del prodotto a marchio Coop. 
Una partnership che nasce dalla comune promozione e l’impegno per un corretto stile di vita dove lo sport e la sana competizione viaggiano a stretto contatto con la buona alimentazione.

La prima gara ufficiale femminile, in fuoriscalmo, si disputò a Padova, in occasione dei Campionati italiani del 1942, in quattro di coppia (con timoniere). Con la Seconda Guerra Mondiale il canottaggio agonistico femminile tardò a decollare in Italia, ma nel dopoguerra fu Gloria Mariani che, allenandosi in Italia e all’estero, iniziò a frequentare campi di regata internazionali tanto da partecipare agli Europei del 1966 di Amsterdam  divenendo, di fatto, la prima azzurra del canottaggio femminile italiano.

Da allora a oggi il canottaggio italiano si è sempre più aperto alle donne passando da uno sport prettamente maschile, con circoli preclusi alle donne, a un canottaggio che, per recuperare sul tempo perduto, cerca di raggiungere la parità in ogni ambito sia nazionale e sia internazionale. Dalla quasi assenza, nelle competizioni mondiali degli anni del dopoguerra fino agli anni ’90 del secolo scorso, si è passati al miglior risultato di sempre mai ottenuto, durante un’Olimpiade (Atlanta ’96), da un equipaggio femminile azzurro: il quarto posto, per appena 27 centesimi, del doppio Pesi Leggeri di Martina Orzan e Lisa Bertini. Un risultato che, tuttora a livello olimpico, rimane il migliore, anche se ai Giochi Londra 2012 ha partecipato il due senza femminile di Sara Bertolasi e Claudia Wurzel, mentre a Rio de Janeiro 2016 vi ha preso parte ancora il due senza femminile, di Sara Bertolasi e Alessandra Patelli, e il doppio pesi leggeri femminile di Laura Milani e Valentina Rodini. 

Sotto la spinta di questo risultato nel 2002 si è arrivati alla straordinaria conquista, da parte del doppio assoluto di Elisabetta Sancassani e Gabriella Bascelli, della medaglia di bronzo durante il mondiale assoluto di Siviglia. A questi risultati di grande valore si aggiungono quelli che le ragazze stanno ottenendo negli ultimi decenni nei campionati del mondo junior e under 23 e agli europei di categoria junior e assoluti. Risultati che, il più delle volte, le pone in cima alle classifiche per nazioni facendo diventare il canottaggio italiano uno sport molto femminile. Una squadra “giovanile” vincente che è da stimolo per raggiungere gli obiettivi e cinque cerchi.

Per arrivare a questi obiettivi così importante le nostre atlete si sottopongono a lunghi collegiali, durante i quali si allenano e condividono la passione per il canottaggio, senza tralasciare lo studio e il lavoro. Alcune di loro, infatti, sono studentesse universitarie, altre invece sono entrare tra le fila delle Fiamme Oro, dei Carabinieri, della Marina Militare e delle Fiamme Gialle. In questo modo le azzurre possono pensare alla loro vita accademica e lavorativa, come avviene per gli uomini, dedicandosi a tempo pieno al canottaggio. In questo modo la nazionale femminile si appresta ad affrontare le prossime sfide, Europei e Mondiali, col piglio giusto per arrivare il più in alto possibile.

Sempre più donne scelgono il canottaggio poiché è sdoganato il fatto che remare è bello e fa bene alla salute. Inoltre è uno sport che rende tonico il fisico e permette una grande socialità sia all’interno delle squadre e sia all’interno delle rispettive società di appartenenza. Fare canottaggio, quindi, non è considerato dalle donne essere alla pari degli uomini, ma completare il mondo remiero da una componente importante e decisiva per il futuro di questa disciplina poiché la rende universale e affascinante.

Il canottaggio si può praticare su tutto il territorio italiano, l’importante è avere a disposizione uno specchio d’acqua sul quale uscire con una barca. Si può praticare in mare grazie al coastal rowing – il canottaggio da mare – ma anche nelle palestre con il canottaggio indoor. Lo possono fare gli atleti con disabilità fisiche e intellettive, grazie al pararowing. Insomma il canottaggio è uno sport aperto a tutti e ad ogni persona sia essa uomo o donna. Si può praticare dall’età di 10 anni fino a età importanti come atleti master che hanno 80 e più anni. Fare canottaggio allunga la vita e, attraverso una sana alimentazione, si è sempre giovani intellettivamente e fisicamente.