Prevenire la Leishmaniosi

PREVENIRE

la Leishmaniosi del cane

Essere a conoscenza, prima di mettersi in viaggio , di quali sono le malattie diffuse in una determinata area geografica ci aiuta a prevenire eventuali contagi che potrebbero colpire i nostri amici animali.

La leishmaniosi canina

È la terza malattia trasmessa da vettori più importante al mondo, sia per diffusione che per gravità, colpisce principalmente i cani indipendentemente dal sesso o dall'età e può anche essere mortale.

In Italia la sua diffusione è iniziata principalmente nelle regioni litoranee e nelle isole (Sicilia, Sardegna, Toscana etc.) ma attualmente, ha un elevatissimo livello di diffusione, essendo presente a livello costiero, nelle Isole e nelle zone collinari e montane anche di quelle regioni che, tradizionalmente, venivano considerate indenni, quali ad esempio, Veneto, Piemonte o Emilia Romagna.

Oltre che in Italia la leishmaniosi è endemica in tutti i Paesi del bacino mediterraneo, in Sud America, Asia e Africa occidentale. E' stata inoltre riportata anche negli Stati Uniti e la sua importanza sta aumentando nei Paesi non endemici dove sono stati importati da zone endemiche cani infetti o malati che possono rappresentare un problema per la salute pubblica.

La leishmaniosi è una malattia infettiva e contagiosa trasmessa dalla puntura di piccoli insetti: i flebotomi (o pappataci), che attraverso la loro puntura trasmettono al cane un protozoo chiamato Leishmania Infantum, il vero responsabile di questa malattia.

Tali insetti diventano pericolosi nei periodi primaverili ed estivi, con temperature che si aggirano tra i 15 e i 30 gradi centigradi, con alti tassi di umidità e nelle ore crepuscolari e notturne.

I SINTOMI DELLA leishmaniosi

I sintomi di più comune riscontro sono comparsa di croste sulla superficie corporea, aumento di dimensione dei linfonodi, febbre, perdita di peso, calo dell'appetito, allungamento eccessivo delle unghie, zoppia, epistassi (emoraggia delle cavità nasali), notevole riduzione della resistenza fisica all'esercizio, lesioni oculari, a volte vomito, diarrea e aumento della sete.

Esistono casi in cui gli animali colpiti possono risultare asintomatici e in tal caso solo esami di laboratorio specifici riescono a rilevarla.

DIAGNOSI

Nella diagnosi è molto importante l'anamnesi e quindi sapere se il cane ha soggiornato in zone dove la malattia è diffusa.

La visita clinica è importantissima perché orienta il veterinario verso la diagnosi della malattia con l'ausilio di alcuni importanti esami di laboratorio, tra cui quelli che ricercano gli anticorpi (elettroforesi, IFI immunofluorescenza indiretta ed i cosiddetti test rapidi) e quelli che ricercano il parassita (gli esami citologici e la PCR, Polymerase Chain Reaction).

Le terapie contro la leishmaniosi

Purtroppo la triste verità è che dalla leishmaniosi non si guarisce. Attualmente non esistono in commercio dei farmaci capaci di debellare tutti i microrganismi responsabili della malattia. Tuttavia è possibile tenerla sotto controllo, consentendo al nostro amato cane di vivere una vita "normale". La cura farmacologica sinora individuata, basata soprattutto sulla somministrazione di antimoniato, servirà a tenere sotto controllo il morbo e a contrastarne l'effetto. Per questo motivo è fondamentale agire con la prevenzione.

PREVENZIONE

La prevenzione viene fatta mettendo in atto una serie di accorgimenti e di trattamenti che riducano al massimo il rischio di contrarre la malattia.

Innanzitutto usare repellenti per i flebotomi (l'industria farmaceutica ne ha creati molti, dai collari agli spot-on, agli spray), utilizzare zanzariere a trama fitta su tutte le finestre ed evitare di passeggiare nelle ore serali nelle zone dove la malattia è diffusa.

Per gli animali che vivono nelle zone endemiche o vi soggiornano per lunghi periodi esiste anche la possibilità di un vaccino. La vaccinazione stimola il sistema immunitario del cane e riduce di 4 volte il rischio d'infezione. Il vaccino può essere fatto a tutti i cani sani a partire dai 6 mesi d'età. Negli anni successivi al primo basterà una singola dose vaccinale.

 

A cura dello staff Mypetclinic Clinica Veterinaria