MINIGUIDA: IL GATTO OUTDOOR

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IL GATTO OUTDOOR

La grande differenza fra avere per amico e compagno di vita un cane oppure un gatto, è che il primo sappiamo sempre dov'è – in casa con noi o da solo, o al massimo in un cortile o in un giardino recintato. O almeno così dovrebbe essere. Il gatto invece è tutta un'altra storia.

Per quanto la sua domesticazione abbia origini antiche, la specie stessa cui appartiene – i felini – lo rende d'indole indipendente e autonoma, e ne preserva il forte istinto predatorio. In parole semplici, ama vivere all'aperto, libero di girellare sia di giorno che di notte.

Tranquilli, non vuol dire che stare accoccolato sul divano, magari davanti al camino acceso, mentre lo coccolate sia per lui un sacrificio, anzi. È vero però che per il suo equilibrio fisico e mentale sarebbe meglio per lui passare del tempo all'aperto. Certo, non sempre è possibile, soprattutto se vivete in appartamento. Ma se invece vivete dove il gatto può uscire, dovreste seguire alcune accortezze, ed essere consapevoli dei rischi ed eventuali danni.

PREVENIRE

Prima di far mettere al nostro gatto il nasino fuori, considerate alcuni aspetti:

Identificazione. Normalmente i gatti non si perdono. Se conoscono bene il loro ambiente, di solito sono in grado di tornare a casa, dove sanno che troveranno cibo, affetto e una cuccia morbida. Potrebbe però accadere che lo abbiate portato in vacanza e si è allontanato senza conoscere ancora il posto, e allora la cosa migliore da fare per consentire a chi lo ritrova di rintracciarvi è mettergli un collare con una medaglietta con il vostro numero di telefono e indirizzo.

Diversamente da quel che avviene per i cani, per i gatti non c'è l'obbligo di microchip e relativa iscrizione all'anagrafe. Ciò non vuol dire, però, che non possiate farlo. Una volta inserito il michrochip il gatto può essere iscritto all'anagrafe felina, e può quindi essere identificato dal veterinario in caso di smarrimento. Inoltre è una prassi necessaria per poter viaggiare con il gatto all'estero, quindi perché non farlo subito?

Vaccini. Fatevi consigliare dal veterinario quali sono le vaccinazioni da fare per il gatto che vive all'aperto, in modo da prevenire le malattie più comuni trasmesse da altri gatti o dall'ambiente stesso.

Sterilizzazione. L'amico felino che si muove a piacimento farà di certo incontri con l'altro sesso. È buon costume e senso di civiltà sterilizzare sia il gatto maschio che la femmina. Oltre a non mettere al mondo micetti destinati probabilmente a essere randagi, i gatti sterilizzati sono anche più tranquilli e si allontanano meno da casa.

RISCHI

I rischi maggiori cui va incontro un gatto che può stare fuori sono:

Essere investito. Quando il gatto esce non è possibile controllare dove va, a meno che non sia in un'area recintata. Ciò significa che potrebbe finire sulle strade ed essere investito da un'auto o una moto.

Prendere malattie da altri gatti o dall'ambiente. Il contatto con altri esemplari felini, oppure con cibi avariati può condurre a problemi di salute per il nostro amico micio. Inoltre potrebbe ritornare a casa con pulci, zecche, pidocchi, acari, o anche funghi e parassiti. Oltre a essere pericoloso per lui, alcune malattie sono trasmissibili all'uomo.

Restare ferito durante liti con altri gatti o con cani. Di certo il gatto incontrerà altri felini nelle sue esplorazioni diurne e notturne. Non sempre questi incontri sono pacifici. Potrebbe entrare nel territorio di un altro gatto che lo scaccia, o restare implicato in una lotta per l'accoppiamento.

È inoltre alto il rischio di essere inseguito e aggredito da un cane, che all'interno della sua proprietà può stare anche lui libero, e non esiterà a inseguire il malaugurato visitatore.

Essere vittima di avvelenamenti o maltrattamenti. Non tutti gradiscono che un gatto si avvicini a casa loro. Purtroppo però è difficile spiegarlo al gatto e lui non si farà problemi a fare i bisogni nel giardino del vicino o addirittura a massacrare i suoi pappagallini. Il pericolo per il nostro gatto sono le conseguenze, che più di frequente consistono in maltrattamenti all'ingenuo giocherellone, fino addirittura al rischio di incorrere in bocconi avvelenati.

Furto (più o meno volontario). Magari Micio ha degli occhioni verdi che incantano, e gli piace così tanto farsi accarezzare… In assenza di collare qualcuno potrebbe decidere di portarlo a casa sua.

DANNI

Come proprietari responsabili di gatti, dovete anche prendere in considerazione i danni che il vostro felino potrebbe causare ad altri. E non dimentichiamo, comunque, che l'art. 2052 del Codice Civile, una delle pochissime leggi in vigore sulla responsabilità civile in relazione agli animali, recita:

"Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito."

Incidenti stradali. Non sempre è solo il gatto a farne le spese. Per evitarlo, senza neanche riuscirci sempre, il guidatore di un mezzo (auto, moto, bicicletta) potrebbe avere un incidente, grave nel peggiore dei casi. Ciò può avere conseguenze anche penali, oltre che di coscienza.

Danni a cose, persone o animali. Vi faccio un esempio: una volta un'amica mi ha raccontato che il suo gatto non sterilizzato era entrato dalla finestra in casa di una vicina, spruzzando di urina il divano e graffiando le tappezzerie… la vicina l'aveva preso e portato a castrare, prima di restituirlo al mittente. Addesso, chi ha ragione?

Altri danni possono essere, appunto, gravidanze indesiderate (a carico della gatta dei vicini), danni a fiori e piante e chi più ne ha più ne metta.

È anche vero che il gatto libero di esprimere la sua indole di cacciatore, in campagna andrà a far mambassa nei nidi degli uccellini appena nati, potendosi arrampicare sugli alberi grazie ai suoi artigli efficaci. Non è un bene per l'equilibrio dell'ambiente.

Rumori molesti. I concertini notturni dei gatti in amore sono qualcosa di cui si può fare serenamente a meno. Bastano quelli dei gatti randagi: il coro del quartiere non sentirà la mancanza del vostro!

Insomma, considerando che un gatto che può uscire all'aperto ha una vita media più bassa di un gatto che vive in casa, quello che abbiamo visto vi può in qualche misura aiutare a rendere le sue peregrinazini più sicure, o quantomeno a essere consapevoli dei rischi e danni a cui si può andare incontro.

A cura di Giunti Editore