Il linguaggio del gatto

IL LINGUAGGIO DEL GATTO:

IMPARARE A LEGGERE I SUOI COMPORTAMENTI

Discreto e silenzioso, il gatto si muove con eleganza nell'ambiente domestico. Lo fa da migliaia di anni, regalandoci momenti di tenerezza e divertimento . È vero, qualche volta ci fa disperare per i piccoli disastri che combina in casa, ma è il nostro compagno di vita quotidiana e conoscerlo meglio può aiutarci a comprendere molti suoi comportamenti.

Il gatto ha un linguaggio tutto suo per esprimere esigenze e stati d'animo. Imparare a decifrarlo può rendere ancora più forte il legame che abbiamo con  lui. Vediamo dunque quali sono i segnali tipici che compongono il suo speciale linguaggio.

Linguaggio olfattivo per marcare il territorio

Il gatto sente l'esigenza di marcare il territorio. Se il maschio non castrato o la femmina urinano sui divani, non vogliono farvi un dispetto! Stanno solo istintivamente comunicando a eventuali avversari che quello è il loro territorio, oppure che sono pronti all'accoppiamento. Anche graffiare stoffe e sedie impagliate è un messaggio per l'esterno: graffiando, il gatto lascia e sue tracce odorose, di nuovo un modo per marcare il suo territorio. È una bella sensazione, non è vero, quando vi preme la testa addosso, o quando si struscia alle vostre gambe? È più che altro un modo per trasferire le sue secrezioni ghiandolari nell'ambiente che lo circonda, e, ancora, marcare il suo territorio: a ben guardare anche una dimostrazione di affetto perché sancisce che siete il "suo umano".

Fusa e miagolii e altri suoni per comunicare con il mondo

Secondo gli etologi, le fusa equivalgono al sorriso degli esseri umani. Quindi datevi da fare con carezze e grattini, per far "sorridere" il più possibile il vostro gatto. Il gatto emette altri suoni a basso volume, tipo brevi borbotii, trilli o il cosiddetto "cinguettio" felino che possono significare un saluto, uno stato d'animo incerto, un richiamo di riconoscimento (come quello della madre verso i piccoli e viceversa). 

Ci sono poi i suoni ad alto volumecioè miagolii a vari livelli di intensità e per motivi diversi. Possono essere un modo di richiedere cibo, un segnale di stizza o di paura, un sintomo di smarrimento, o ancora un lamento perché magari è rimasto chiuso per sbaglio in una stanza. Se mostra i denti o soffia, è ovviamente contrariato o molto arrabbiato: non cercate di toccarlo in questi frangenti, potrebbe rispondervi con un bel graffio! E il concertino che si sente certe notti d'estate con la finestra aperta? Probabilmente è il miagolio di accoppiamento, e qualcuno sta cantando "una serenata", con buona pace di chi si deve alzare presto per andare al lavoro.

Una coda che trasmette segnali

La coda è forse il più eloquente mezzo di comunicazione del gatto. Se lo avete osservato bene, avrete visto che quando vi saluta la tiene alta sul dorso, come quando la sua attenzione è attirata da qualcosa, oppure quando sta indagando su una situazione o un oggetto.

Quando invece è a caccia, la coda è abbassata e la punta si muove nervosamente. La tiene abbassata anche quando passeggia o trotterella, ma in questo caso è tenuta in fuori, un po' spostata di lato. Quando corre invece l'abbassa del tutto.

Se la coda si muove da una parte all'altra, lentamente, probabilmente il vostro amico si sente incerto, mentre sventola come una sciabola se è davvero molto arrabbiato.

Orecchie ritte e occhi ipnotici

Anche le orecchie strizzate all'indietro segnalano rabbia o paura. Se il gatto è sereno, invece, tiene le orecchie dritte, ruotate sui lati, e le muove in base ai suoni dell'ambiente che lo circonda.

Il micio comunica anche con gli occhi: quando l'occhio è sbarrato e rosso significa che è spaventato o eccitato. Normalmente l'occhio è invece ben aperto e tranquillo, e la pupilla non è dilatata.

A pelo ritto!

Quando il vostro felino è spaventato rizza il pelo uniformemente su tutto il corpo, coda compresa, abbassando le orecchie. Se invece vuole minacciare, rizza il pelo solo sulla linea della schiena, coda compresa. E infine le vibrisse, quelle che chiamiamo "baffi", si muovono in base allo stato d'animo, rilassate se il gatto è tranquillo, e appiattite oppure in avanti se invece è spaventato o arrabbiato. Certo, il gatto rimane un animale dal fascino enigmatico, ma osservandolo con attenzione è possibile interpretare tanti dei segnali che ci manda!

A cura di Giunti Editore