I Gatti nella Letteratura

I GATTI

NELLA LETTERATURA

Misteriosi e affascinanti, i gatti da sempre hanno acceso la fantasia di novellisti e romanzieri. Sornione o affettuoso, demoniaco o amichevole, saggio o avventuroso, in tante opere letterarie il protagonista è lui: sua maestà il gatto.

I gatti raccontanti nelle pagine dei libri, da sempre, sono soprattutto creature ambigue e misteriose. Sono spesso legati alla sfera sovrannaturale, compagni fedeli di streghe vecchie e crudeli. Sin dal XII secolo è così infatti che vennero raccontati i molti micioni protagonisti di tante opere letterarie, talvolta veri e propri capolavori.  

 

Le radici storiche dell’immaginario nato intorno al piccolo felino domestico sono molto profonde. Nel mondo occidentale, un contributo a questa fama un po’ sinistra proviene dalla cultura cristiana medioevale che attinse da un’antica credenza celtica secondo la quale i gatti erano stati una volta esseri umani, poi trasformati in felini come punizione per la loro cattiveria. Il gatto diventa quindi il demone domestico delle streghe e i gatti neri in particolare erano incarnazione del diavolo, specialmente se di proprietà di donne anziane.

 

La letteratura è piena di gatti che camminano in punta di polpastrello attraverso le pagine di celebri scrittori. Impossibile citarli tutti: questa dunque la nostra selezione dal Cinquecento ai nostri giorni.

 

G.F. Straparola/G. Basile/L. Tieck/C. Perrault/Fratelli Grimm, Il gatto con gli stivali (1550 e successive) è un’antica fiaba popolare europea che narra la storia di un coraggioso e buffo gatto che indossa dei lunghi stivali. Attraverso le sue astuzie, riesce a far sposare la bella figlia del re al giovane che ha creduto in lui, dopo aver sconfitto un perfido orco grazie a un geniale stratagemma.

 

E.T.A. Hoffmann, Considerazioni filosofiche del Gatto Murr (1820-1822) è una divertentissima parodia del genere autobiografico tanto in voga ai tempi in cui è stata composta l’opera, in cui un gatto grigio di nome Murr racconta la storia della sua vita che trascorre leggendo i classici e componendo opere in versi e in prosa…

 

E.A. Poe, Il gatto nero (1840) è uno dei numerosi racconti inquietanti apparsi inizialmente sotto il titolo di Racconti del grottesco e dell'arabesco. Qui troviamo il gatto Plutone (nome della divinità romana degli inferi), “... un animale di notevoli proporzioni e bellezza, tutto nero e dotato di intelligenza sbalorditiva.” Il gatto in questo racconto è preso come simbolo di superstizione, sfortuna, malvagità, terrore e morte.

 

R. Kipling, Il gatto che se ne andava da solo (1907) un racconto avventuroso e avvincente (in puro stile Kipling) che racconta di un gatto dalla doppia vita: di giorno buon micio di casa, imbattibile nella cattura dei topi e di notte selvaggio esploratore dei boschi definito con un’iperbole, “il più selvatico di tutti gli animali selvatici…”.

 

M. Bulgakov, Il Maestro e Margherita (1929-1940) vede fra i suoi protagonisti il gatto Behemot, erede diretto dei gatti delle streghe medievali. È grasso e nero ed è in grado di parlare e camminare sulle zampe posteriori. Rappresenta l’elemento misterioso e demoniaco sotto mentite spoglie. Alla fine del romanzo, infatti, quando si vede il vero aspetto di tutta la compagnia, il gatto Behemot è un diavolo.

 

D. Lessing, Gatti molto speciali (1967) è un romanzo breve che narra della speciale relazione dell’autrice con i gatti, che assumono caratteristiche tipiche degli esseri umani, con i loro amori e le paure. La Lessing entra nella psicologia dei suoi amici felini in questo testo leggero, allo stesso tempo divertente e malinconico.

 

E. Jauregui, Quattro chiacchiere con la mia gatta (2013), “una grande storia di saggezza felina per umani disorientati” dove Sara, la protagonista, vorrebbe solo seppellirsi sotto le coperte e non uscire mai più, almeno finché nella sua casa (e nella sua vita) arriva Sibilla, una gatta che parla! E che dice cose molto intelligenti…

 

G. Cooper, Omero il gatto nero (2015), di nuovo una storia in cui una donna attraversa un periodo difficile della sua vita quando trova Omero, un piccolo gattino nero e cieco, che diventa forte e determinato a tal punto da riuscire a sopravvivere per giorni in un appartamento dopo il crollo delle torri gemelle dell’11 settembre.

Anche se continuano a evocare nei lettori dei tanti racconti ad essi dedicati sentimenti ambigui, sospesi tra fascinazione e timore, per fortuna oggi i gatti sono soprattutto pet molto coccolati. E non c’è davvero nulla di meglio che accomodarsi in poltrona con un bel libro da leggere e il proprio gatto acciambellato sulle nostre gambe.  

 

 

A cura di Giunti Editore