educare il gatto

EDUCARE

IL GATTO

In famiglia è finalmente arrivato un gattino e ha tutto un nuovo mondo intorno a sé. Deve ora imparare a condividere gli spazi e a rispettare le regole per una buona convivenza con il suo nuovo compagno di vita: noi!

Prima di avventurarci nell'educazione del nostro nuovo amico, è bene sapere che i metodi non violenti sono sempre i migliori e i più efficaci rispetto a qualsiasi punizione. Armiamoci di pazienza e determinazione, piuttosto ed i risultati arriveranno ben presto!

Un'altra premessa necessaria riguarda un comportamento sbagliato ancora diffuso tra i proprietari di gatti: non si afferra mai il micio per la collottola! E per un buon motivo: noi "umani" non siamo in grado di applicare la giusta pressione, quella della mamma gatta con i propri cuccioli. Usando questa presa, il gattino magari imparerà a non saltare mai più sul tavolo, ma, allo stesso tempo, eviterà anche di saltarci in braccio, perché avremo minato la sua fiducia in noi.

come affrontare le poche difficoltà che l'educazione del gatto comporta

MIAGOLA LA MATTINA PRESTO E LA SERA

È normale, sono i momenti in cui in natura le prede sono più attive e lui vorrebbe essere fuori a inseguirle per cercare di catturarle.

Rimedio: l'unica cosa che possiamo fare è ignorarlo non dandogliela vinta con cibo e attenzioni, perché altrimenti collegherà il miagolare a una soddisfazione ricevuta da parte nostra.

IL MICIO MASCHIO NON CASTRATO È AGGRESSIVO CON GLI ALTRI GATTI ALL'APERTO

Se troppo spesso avvengono baruffe fra gatti girelloni, dobbiamo almeno cercare di limitare i danni, perché sarebbe un peccato togliergli la possibilità di passare del tempo all'aperto.

Rimedio: se non vogliamo ricorrere alla castrazione, stabiliamo per lui turni di uscita, magari in accordo con i vicini che hanno altri gatti maschi non castrati, ed evitiamo le ore della mattina presto e della sera.

HA PROBLEMI DI SOCIALIZZAZIONE

Fra la dodicesima e la quattordicesima settimana di vita, il micio apprende comportamenti essenziali per la propria sopravvivenza. Tutto ciò con cui il gatto non è entrato in contatto in questo periodo gli creerà in futuro un senso di insicurezza. Se cresce senza alcun contatto con altri gatti, rimarrà un'esperienza che non ha potuto vivere, e si sentirà sempre a disagio e/o avrà difficoltà nel relazionarsi con altri mici e con le persone. A volte poi i cuccioli potrebbero e aver vissuto esperienze negative con l'uomo.

Rimedio: arrabbiarsi non serve, anzi. Dobbiamo piuttosto conquistare (o meglio riconquistare) la sua fiducia con dolcezza e calma e metterlo in contatto con altri gatti, ma solo se hanno un buon carattere.

GRAFFIA TUTTI I MOBILI DI CASA

Estrarre e ritrarre le unghie mantiene il gatto in salute, grazie allo stretching completo del corpo. Allo stesso tempo si libera delle vecchie unghie consumate e lascia un segnale olfattivo agli altri gatti. Oltre a ciò, il gatto può farlo anche solo perché ha capito che è un gesto che attira la nostra attenzione.

Rimedi: creiamo per il nostro gatto una serie di opportunità per graffiare. Può trattarsi di appositi tiragraffi, ma anche di grossi rami d'albero o di una vecchia sedia di vimini… tutto ciò che a lui piace graffiare andrà bene! Se lo troviamo intento a graffiare il divano nonostante i nostri sforzi, inutile punirlo gridando e scuotendolo dalla collottola: il gatto capirebbe che può graffiare solo quando non lo vediamo o non siamo presenti.

NON USA LA CASSETTA

Rimedio: quando il gattino mostra i segnali di dover andare a fare i propri bisogni, lo prendiamo e lo mettiamo nella cassetta. Se non facciamo in tempo, trasferiamo il bisognino nella cassetta per aiutare il piccolo a trovare la strada la volta successiva. L'importante è non sgridarlo, oppure, anche peggio, strusciagli il naso dentro. In questo modo il gattino imparerà solo che fare i bisogni è una cosa molto brutta, e come risultato cercherà, per le volte successive, un posto segreto e nascosto.

SALTA SUL TAVOLO DELLA CUCINA O SUI FORNELLI

Qualche volta abbiamo bisogno di rivendicare l'esclusività di certi luoghi, come la tavola al momento dei pasti, o il piano cucina mentre stiamo cucinando. Ma non sempre è facile farlo capire al nostro micio. La strategia migliore consiste sempre nel rendere estremamente vantaggioso per lui il comportamento che vorremmo adottasse.

Rimedio: per non farlo salire sulla tavola mentre mangiamo, possiamo offrirgli qualche bocconcino prelibato poco prima di metterci a tavola, o lasciare delle crocchette in più punti della stanza.

In realtà molti gatti vogliono salire sul tavolo al momento dei pasti, non tanto per mangiare dai nostri piatti, quanto per stare in compagnia, per condividere con noi un momento tanto importante della giornata.

Rimedio: Un buon sistema è mettere una sedia apposta per lui, magari con il suo cuscino speciale, ed invitarlo a salirci quando ci mettiamo a tavola.

Capita spesso anche che il gatto si aggiri fra i fornelli mentre stiamo cucinando: anche questo è un comportamento dettato dal desiderio di sentirsi parte integrante del gruppo famigliare partecipando alle attività quotidiane. Ma si tratta di un'abitudine che non solo può essere fastidiosa per noi, ma anche un po' pericolosa per il nostro micio: può correre il rischio di ustioni, tagli o rovesciamento di pentole.

Rimedio: Anche in questo caso la soluzione è quella di offrire al gatto un luogo piacevole, comodo e che gli permetta di supervisionare le nostre attività. Possiamo sistemare per lui un cuscino, all'altezza del ripiano di lavoro, in un punto della cucina davanti a cui passiamo spesso mentre cuciniamo e indicarlo al gatto prima di iniziare a cucinare o appena si presenta in cucina, offrendogli un premio in cibo quando ci sale e lodandolo con la voce o carezzandolo ogni tanto.

Educare un gatto vuol dire innanzitutto creare una relazione di fiducia con lui, "una relazione equilibrata in cui i nostri ruoli e quelli del micio sono molteplici e si adattano alle diverse situazioni della vita domestica. Molti gatti infatti vorrebbero interagire con il proprio gruppo famigliare, fare delle attività assieme, ma non sanno cosa e quindi finiscono per limitarsi a chiedere continuamente cibo, finendo per essere fastidiosi ed insistenti. Se la relazione uomo-gatto è ricca e ben bilanciata questo non avverrà, perché sia il gatto che il suo proprietario sapranno proporre molte attività da fare assieme".

Dovremmo proporre al nostro gatto molte attività diverse in modo da rendere la relazione con lui ricca e varia

Giocare regolarmente è fondamentale per mantenere il micio in condizioni psico-fisiche ottimali.

Il gatto gioca di buon grado da solo e gioca volentieri con noi. Per sapere cosa possiamo fare per fornirgli un ambiente ricco di stimoli potete leggere l'articolo I giochi da fare in casa con il gatto

Per quanto indipendente, dobbiamo ricordarci che il gatto è un animale sociale, che prova emozioni e dotato di una mente per pensare: ha bisogno da noi di stimoli e compagnia.

 

 

A cura di Giunti Editore