17 Maggio 2012
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La Coop ha i secoli contati: dal 1854 al 2011 e oltre.

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“Un’aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza”. 
Noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente. Pur in un contesto di dura competizione imprenditoriale, il rispetto degli altri e la legalità dei comportamenti e degli atti è parte integrante dell’essere cooperativa.

E’ il giudizio di Coop in merito alla sentenza di condanna per concorrenza sleale nei confronti di Esselunga.

“Un’aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente. Pur in un contesto di dura competizione imprenditoriale, il rispetto degli altri e la legalità dei comportamenti e degli atti è parte integrante dell’essere cooperativa”. E’ il giudizio di Coop in merito alla sentenza di condanna per concorrenza sleale nei confronti di Esselunga. Sentenza che ha accolto il ricorso presentato tre anni fa da Coop Italia contro Bernardo Caprotti e il libro “Falce e carrello”.
Il Tribunale di Milano ha sancito che il libro integra “un’illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia”, condanna Esselunga a un risarcimento pari a 300.000 euro e al ritiro del pamphlet dal mercato. Vietato inoltre reiterarne la pubblicazione e diffonderne gli scritti. Oltre a Caprotti e a Esselunga spa risultano condannati anche Geminello Alvi, curatore della prefazione, Stefano Filippi coautore e la casa editrice Marsilio.
“Abbiamo sempre respinto ogni accusa che ci viene mossa da un libro che si fonda solo sull’acredine dei suoi autori nei confronti di un sistema di imprese di successo che gode della fiducia di oltre 7 milioni e mezzo di italiani –continua Coop- Riteniamo che questa sentenza renda ragione anche a loro. A questa sentenza va aggiunto il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che riconosce la distintività delle imprese cooperative in merito alle esenzioni fiscali che non devono essere considerate come aiuti di stato. Le cooperative sono diverse dalle imprese private, rette da principi di funzionamento particolari, ma esempi di correttezza e lealtà imprenditoriale”.

“In questi giorni assistiamo allibiti a dichiarazioni surreali di esponenti del Pdl. Il tutto fa capire, se ce ne fosse ancora bisogno, chi fa un uso politico della magistratura nel nostro Paese.
Le sentenze si accettano e non si giudicano e noi siamo stati e continueremo ad essere sempre rispettosi delle leggi e della Magistratura italiana”.

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