8 Febbraio 2012
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I fagiolini del Burkina Faso e Coop.
Un progetto di sviluppo che presto si estenderà ad altri Paesi africani


Ha inizio nel 2005 ed è il risultato di un grande progetto di cooperazione internazionale diventato oggi un accordo modello. Lo scorso 7 aprile infatti in una Conferenza organizzata dalla Regione Toscana, dall’UNIDO e dall’UEMOA (Unione Economica e Monetaria Ovest Africa) che si è svolta a Ouagadougou, il Modello di Cooperazione in Burkina Faso è stato proposto come approccio regionale per lo sviluppo delle catene agroalimentari.

Obiettivo: assumere il progetto pilota internazionale per replicare questo approccio che permette accorciamento della filiera e accrescimento del valore aggiunto per i produttori ed i contadini africani garantendo al tempo stesso l’equilibrio produttivo sull’arco annuale tra produzioni africane e produzioni italiane.

Per noi di Coop è un esempio riuscito di commercio equo e solidale e un modello da ripetere per altri prodotti e in altri contesti.
 


Roma, 14 aprile 2010

Lo sbarco in Italia dei fagiolini del Burkina Faso avviene con cadenza settimanale fino a metà marzo, in modo da coprire il periodo in cui in Italia i fagiolini sono un prodotto fuori stagione.
Nel 2007 il progetto ha portato nei nostri punti vendita 200 tonnellate di fagiolini passate alle 380 nel secondo anno per poi arrivare stabilmente a quota 500 tonnellate, pari a un giro d’affari di 900mila euro annui.
Nell’accordo commerciale sottoscritto con la Scoo.bam di Kongoussì - una cooperativa agricola che dà lavoro a 8.000 contadini di 24 villaggi, 100 Km a nord di Ouagadougou - Coop Italia si è impegnata ad acquistare l’intero raccolto di fagiolini per cinque anni. Il raccolto proviene da 140 ettari coltivati nella savana, in prossimità di un grande lago naturale, con il deserto ad alcune miglia. Uno dei problemi da superare era la situazione estremamente complessa del paese dal punto di vista della logistica e dei trasporti interni. Grazie all’accordo i fagiolini arrivano freschissimi. In Burkina l’operazione è stata resa possibile grazie anche agli investimenti in celle, trattori, camion, insomma tutta l’attrezzatura necessaria per una coltivazione e un’organizzazione logistica efficiente.
I fagiolini burkinabè da allora si trovano in contro stagione nei supermercati Coop in confezioni da 750 gr, riconoscibili dalla scritta TerraEqua. Il prezzo di acquisto al fornitore è di 2,25 euro a confezione, quello di vendita nei supermercati di 2,50/2,80 euro a confezione (un prezzo che può subire piccole variazioni secondo le zone di vendita).
Il fornitore riceve da Coop Italia un prezzo equo e garantito nel tempo, che consente alla cooperativa agricola burkinabè anche un margine per ulteriori investimenti. Si offre così continuità e sicurezza all’interscambio commerciale nel settore agricolo del Burkina Faso, concetti praticamente sconosciuti in uno degli stati più poveri del mondo.
Già con il terzo anno il progetto è sostanzialmente auto sostenibile e può essere riprodotto.

Il progetto, che ha avuto un lungo periodo di gestazione, è nato dal desiderio di Unicoop Tirreno, Unicoop Firenze, con la collaborazione di Coop Italia, e della onlus Movimento Shalom di San Miniato che da più di 10 anni portano avanti progetti di solidarietà e cooperazione in Burkina. In seguito al coinvolgimento di soggetti importanti come la Regione Toscana, il Governo e l’UNIDO (United Nations Industrial Development Organization) di Vienna una delle più importanti agenzie delle Nazioni Unite, nel gennaio 2007 il progetto si è concretizzato con l’atterraggio del primo cargo di fagiolini TerraEqua.

I fagiolini sono stati a suo tempo oggetto di una polemica alimentata da “Liberazione” che li considerava un danno per l’economia italiana perché danneggerebbero i produttori locali (non considerando che l’arrivo copre un periodo di tempo in cui i fagiolini italiani non sono disponibili a scaffale ovvero gennaio-marzo) e al tempo stesso in grado di generare effetti negativi sull’ambiente (il trasporto aereo) e sulle terre coltivate (perché i terreni locali sarebbero destinati a cicli produttivi non sempre convenienti a quel tipo di terreni).

Al di là della polemica, l’accordo non porta assistenzialismo e non “droga” l’economia locale con regalie, ma getta le premesse per un vero e proprio sviluppo autoctono e di un affrancamento dalla disperazione della miseria e dal bisogno di emigrazione. E’ diventato un accordo modello. Lo scorso 7 aprile in una Conferenza organizzata dalla Regione Toscana, dall’UNIDO e dall’ UEMOA (Unione Economica e Monetaria Ovest Africa) che si è svolta a Ouagadougou, il Modello di Cooperazione in Burkina Faso è stato apprezzato dai rappresentanti degli 8 stati Africani riuniti e proposto come approccio regionale per lo sviluppo delle catene agroalimentari. Ad essere coinvolti gli stati dell’Africa dell’Ovest: oltre al Burkina Faso, Cote d’Ivoire, Ghana, Liberia, Mali, Senegal, Sierra Leone and Togo.

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