
Cliccando sull’immagine è possibile consultare lo Statuto sociale di Coop Adriatica approvato dall’Assemblea straordinaria dei soci del 27 novembre 2004 e il Regolamento interno approvato dall’Assemblea ordinaria nella stessa data (clicca sull'immagine a destra per scaricare il pdf del documento).
Coop Adriatica ha aggiornato Statuto e Regolamento interno. Le principali modifiche delle norme di funzionamento della Cooperativa - approvate dall’Assemblea straordinaria dei soci lo scorso 27 novembre durante i lavori della Consulta - sono il frutto dell’adeguamento al decreto legge 17/1/2003 n.6 in tema di diritto societario, e tengono conto delle indicazioni proposte da Legacoop e dall’Ancc. Lo Statuto conferma molte scelte adottate da tempo da Coop Adriatica per rafforzare il “patto” con i soci e garantire il miglior governo dell’azienda. Riconfermando la propria missione sociale, la Cooperativa afferma esplicitamente di “ispirarsi ai criteri della sostenibilità”; inoltre, amplia l’oggetto sociale a settori come la gestione degli impianti di distribuzione di carburante e le farmacie, e sottolinea che non può diventare socio chiunque svolga attività identiche, affini o concorrenziali con quelle della Cooperativa. Con l’articolo 14 si introduce esplicitamente il principio della prevalenza come elemento qualificante dello scambio mutualistico: le attività della Cooperativa devono svolgersi prevalentemente in favore dei soci consumatori, in modo che i ricavi delle vendite dei beni ai soci superino il 50% del totale (traguardo ampiamente raggiunto da Coop Adriatica: 74%). In tal modo, la Cooperativa gode di benefici fiscali a partire dalla riduzione dell’imponibile Ires (imposta sui redditi delle società) mentre, per contro, le è vietato distribuire le riserve indivisibili ed erogare un dividendo superiore al limite massimo di legge. Con la revisione dell’articolo 35 si struttura inoltre un’altra regola anticipata nel 2002 da Coop Adriatica: il limite di tre mandati per gli amministratori, a partire dal presidente. Si formalizza poi l’istituzione della Commissione etica, mentre competente per le controversie derivanti dallo Statuto è il Collegio arbitrale.
Per il Regolamento interno si è invece attuato un intervento di “manutenzione ordinaria, con adeguamento al nuovo Statuto e alle modifiche avvenute nella vita della cooperativa”, osserva Paolo Cattabiani, presidente di Accda. Il testo, che definisce in dettaglio tutta l’attività sociale, attribuisce più peso e responsabilità ai Consigli di zona, che sono stimolati alla massima partecipazione. Infatti “devono” riunirsi per discutere le materie loro sottoposte dal Cda come, ad esempio, l’apertura di nuovi punti vendita, la modifica degli ambiti territoriali della zona, l’introduzione o soppressione del prestito sociale, il ristorno e altre azioni di valore significativo. Le preferenze da esprimere per eleggere il consigliere di zona scendono da tre a due, il vicepresidente d’ora in poi sarà solo uno e, inoltre, si delinea meglio la figura del socio volontario (art.19), di cui la Cooperativa si impegna a “promuovere e valorizzare il contributo”. Tra i requisiti del curriculum del candidato si sono poi inserite, a titolo aggiuntivo, esperienze di pubblico amministratore o in organismi associativi.