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Home Guida Educazione Al Consumo


09 settembre 2010, 13:15   


Consigli per gli acquisti, ragionati


Giustino Trincia

Vicesegretario generale di Cittadinanzattiva.

Il consumatore attivo
Imparare di nuovo a distinguere l'utile, il necessario, il superfluo. E a evitare gli sprechi.

Giustino Trincia

In questi anni nel nostro Paese l’attenzione al tema del consumo consapevole è certamente cresciuta. Sono aumentati i canali d’informazione e d’iniziativa economica e sociale che cercano di aprire spazi e opportunità a un tema così rilevante.
Qual è l’apporto che in particolare internet sta fornendo a questa crescita? Sarebbe interessante anche approfondire quali altri siano i sistemi di comunicazione più efficaci in questa direzione. Che ruolo gioca oggi, per fare un esempio opposto, la comunicazione orale, quella diretta tra le persone, per far crescere il consumo responsabile? Non si può essere consumatori consapevoli senza una forte crescita del nostro senso di responsabilità in quanto cittadini. I cittadini provano sentimenti, sensazioni, passioni, dolori e gioie, senso di appartenenza e di solidarietà che certamente vanno molto al di là della mera dimensione economica dell’acquistare o del consumare qualcosa. I dati offerti dal Rapporto Istat 2007 offrono, con una fotografia del Paese, molti percorsi di approfondimento sul rapporto tra consapevolezza e responsabilità, per gli individui come per le comunità. Il 50% delle famiglie vive con meno di 1.900 euro al mese; nel sud, una su dieci non mangia abbastanza; il 14,6% non arriva alla quarta settimana del mese; il 6,2% ritiene di non potersi permettere un’alimentazione adeguata, il 10,4% un sufficiente riscaldamento per la propria casa e il 38,7% una settimana di vacanza all’anno. Nei sette anni dal 2000 al 2007, i nostri redditi, che erano 4 punti percentuali sopra la media europea, sono arrivati a essere 9 punti più in basso.IL CONSUMATORE ATTIVO di Giustino Trincia - Illustrazione: Lorenzo Mattotti
Che cosa significa in questo quadro essere un cittadino responsabile e un consumatore consapevole? Anzitutto essere informato su come stanno le cose, avere la possibilità di maturare uno sguardo critico verso una pubblicità che ci sommerge ovunque, grazie a una troppo invadente società dell’informazione. Questa pubblicità riflette, purtroppo, un altro mondo rispetto alla realtà e continua a indurre a quello che Gian Paolo Fabris chiama il consumo emozionale. Esistono per il mondo esempi di pubblicità socialmente responsabile in quanto attenta al contesto reale e all’impatto che i consumi hanno sulle persone, sull’ambiente e sulle economie? Il consumatore consapevole è anche un cittadino responsabile che diventa un cittadino attivo nel momento stesso in cui decide di informarsi; di controllare quello che acquista, leggendo per esempio l’etichetta; di aprire gli occhi sulla realtà; di capire se quel prodotto gli è davvero necessario, se è salutare o no e in quale misura può non esserlo o rischia di diventarlo. Un cittadino responsabile e attivo sta sempre più attento a non sprecare e il nostro è un Paese in cui lo spreco caratterizza non solo la nostra pubblica amministrazione ma spesso anche la nostra personale vita quotidiana. Proviamo a verificare per una settimana se e quanto sprechiamo nella nostra dimensione domestica.
C’è però un’ulteriore indicazione di ricerca e di approfondimento che vorrei qui suggerire: un’analisi, non ideologica, del cosa possa significare oggi costruire una società più giusta, più umana, perché incentrata sul legame tra sobrietà, responsabilità e solidarietà.


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